"Ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia devono apprendere dai media che secondo il commissario e il direttore generale ci sarebbero 3.900 esuberi a causa dello svuotamento degli aerei per l'emergenza coronavirus. Di soluzioni per il rilancio della compagnia invece non si vede traccia. Rinnoviamo la richiesta di incontro con il Ministro Patuanelli per capire dove si vuole andare", così dichiara la Fit-Cisl.
"In occasione dell'ultimo incontro con il commissario e il direttore generale - prosegue la Federazione dei trasporti cislina - ci saremmo aspettati la comunicazione dei punti di forza e delle criticità dell'azienda, nonché le azioni per sviluppare i primi e risolvere le seconde, invece l'unico dato che ci è stato fornito è stato la riduzione della flotta da 113 a 110 aeromobili. I conti quindi non tornano. È evidente che non ci siamo e che stiamo correndo il rischio di ripetere gli errori del passato.
Ricordiamo che anche Air Italy e Ernest Airlines sono in crisi e quindi con gli esuberi Alitalia annunciati ieri siamo a 6.000 posti di lavoro a rischio mentre sono incalcolabili quelli delle aziende che prestano attività di complemento ai vettori, cioè manutenzione, handling e catering. Non ci stanchiamo di ripetere che è il settore del trasporto aereo italiano che non funziona e necessita di essere riformato urgentemente, visto che ne stanno facendo le spese le aziende e le lavoratrici e i lavoratori italiani".
Conclude la Fit-Cisl: "Dato che le azioni di commissario e dg di Alitalia non corrispondono agli affidamenti datici dal Ministro dello Sviluppo economico in occasione dell'ultimo incontro al Mise, vogliamo tornare da Patuanelli per capire cosa è cambiato da allora e perché".